Come funziona lo scanner intraorale? 10 domande che non ti sei fatto

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Lo scanner intraorale è un particolare scanner 3D in grado di rilevare impronte dentali in formato digitale. Questo avviene mediante l’acquisizione di tutta una serie di immagini, successivamente elaborate dal software, che riproducono tutti gli elementi del cavo orale, mantenendo una coerenza con le reali caratteristiche dello stesso e riducendo al minimo il margine di errore.

In questo articolo partendo da 10 domande andremo a spiegare cos’è lo scanner intraorale e come funziona questo strumento tecnologicamente così avanzato.

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I principali quesiti sullo scanner intraorale

 

1. Cos’è lo scanner intraorale?


Come anticipato nel precedente paragrafo, lo scanner intraorale è uno scanner 3D utilizzato in ambito odontoiatrico, che consente la misurazione tridimensionale di quanto presente all’interno del cavo orale. Dalla forma alle dimensioni delle arcate dentarie, fino alla posizione dei singoli elementi, potranno essere rilevati dalla semplice emissione del raggio luminoso. Le informazioni raccolte verranno poi processate da appositi software che ricostruiranno in maniera accurata un modello tridimensionale visionabile sul monitor.

Dalla visualizzazione video sarà poi possibile ruotare il modello creato andando ad analizzare le caratteristiche di ogni angolo del cavo orale.

2. Come funziona lo scanner intraorale?


Lo scanner intraorale attraverso un fascio di luminoso (luce strutturata o laser) strutturato proiettato sulla superficie dei denti, riesce a catturare mediante telecamere ad alta risoluzione, arcate dentarie, impianti e dimensioni delle stesse e cattura, attraverso telecamere ad alta risoluzione, la distorsione che tale fascio subisce quando colpisce queste strutture. Questo è possibile in quanto, quando il fascio emesso dallo strumento colpisce le varie strutture presenti all’interno del cavo orale, subisce una distorsione che viene registrata dalle telecamere e, attraverso appositi software, evidenziata all’interno del modello 3D.

Dapprima verrà creata una sorta di tracciato a punti da cui poi verrà originata una triangolazione tra questi, o mesh, che andrà a creare la rappresentazione fisica di quanto scansionato. Il modello 3D definitivo che si andrà a formare rappresenterà la struttura virtuale del cavo orale del paziente sia nelle forme che nelle dimensioni. 

3. Impronta digitale e impronta tradizionale: qual è la differenza?


L’impronta tradizionale prevede l’impiego di una placca metallica (o portaimpronta) che riempita di pasta veniva posta all’interno della bocca del paziente per alcuni minuti. Per lo stesso il fastidio risultava decisamente notevole, calcolando anche eventuali conati di vomito causati dalla placca stessa e dall’ansia. Ma non solo, il rischio di danneggiare il calco ottenuto non è indifferente, fattore che porterebbe il paziente a doversi sottoporre nuovamente all’impronta.

Con lo scanner intraorale invece basterà il semplice passaggio dello stesso all’interno del cavo orale del paziente per pochi secondi, con possibilità di sospensione momentanea della presa dell’impronta, per ottenere in tempo reale l’impronta digitale. Questo si traduce inoltre in maggior efficienza, rapidità e minor fastidio ai danni del paziente.

4. Lo scanner intraorale è veloce?


Certamente, lo scanner intraorale rilascia immediatamente, tramite l’impiego di appositi software, il modello 3D del cavo orale analizzato. Nello stesso verrà ricostruita perfettamente la struttura delle arcate e degli elementi dentari grazie alla realizzazione di un modello assolutamente fedele alla realtà.

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5. Lo scanner intraorale è invasivo?


Lo scanner intraorale non è assolutamente invasivo. Il manipolo con telecamere ad alta risoluzione, viene introdotto nella bocca del paziente e fatto scorrere all’interno della stessa per alcuni minuti, con possibilità di mettere in pausa l’operazione ove necessario. Le immagini rilevate verranno poi trasferite direttamente sul monitor.

Facile comprendere pertanto come questa operazione non arrechi il benché minimo danno al paziente, rispetto invece all’impiego della tradizionale impronta estremamente fastidiosa e che non consente alcun tipo di interruzione in fase realizzativa.

6. Quali sono le possibili applicazioni cliniche dello scanner intraorale?


Lo scanner intraorale può essere impiegato per la realizzazione di modelli 3D utilizzabili in ambito ortodontico, per lo sviluppo di impianti, ma anche per avere una visione più completa e dettagliata di denti e gengive.

In sostanza questo strumento può essere un ottimo alleato per tutti gli interventi che vanno a interessare la conformazione delle stesse arcate in quanto consente di creare un modello 3D estremamente preciso e realistico.

Lo scanner intraorale può essere utilizzato come archiviazione della bocca del paziente in quanto, qualsiasi cosa succeda, sarà possibile rieplicare le medesime forme anatomiche della dentatura del paziente.

7. Quali sono le caratteristiche che dovrebbe avere uno scanner intraorale per soddisfare le esigenze del professionista?


Uno scanner intraorale dovrebbe avere un’accuratezza matematica dei modelli derivati dalla scansione, massima risoluzione e precisione. Dovrebbe inoltre risultare veloce e pratico da utilizzare fornendo la possibilità di acquisire immagini anche a colori.

8. Quali sono i vantaggi per il paziente derivati dall’uso dello scanner intraorale?


Indubbiamente il vantaggio principale per il paziente è dato dall’assenza di fastidi connessi all’impiego di questa strumentazione per l’ottenimento di impronte dentali. Non è poi da sottovalutare il risparmio in termini di sedute ma anche la possibilità di coinvolgerlo nelle differenti operazioni in quanto sul monitor potrà vedere chiaramente i dettagli della propria bocca e capire quali interventi verranno effettuati sulla stessa.

9. Quali sono i vantaggi per il professionista dati dall’uso dello scanner intraorale?


Il professionista che sceglie di utilizzare lo scanner intraorale potrà avvalersi della velocità di tale strumentazione che permetterà un’immediata valutazione dell’impronta andando a intervenire laddove vi siano eventuali imperfezioni senza ripetere completamente il lavoro, cosa che avverrebbe con l’impiego della tecnica tradizionale. Questa immediatezza consentirà poi la messa in produzione del manufatto attraverso il semplice invio del file, riducendo i tempi tecnici del passato dove l’impronta doveva essere consegnata manualmente.

Infine, il ridotto peso e l’estrema maneggevolezza della strumentazione, renderanno il lavoro più agevole in tutte le sue fasi.

10. Che tipo di manutenzione necessita uno scanner intraorale?


Come ogni strumentazione è necessaria la sterilizzazione dell’apparecchiatura. Questo si potrà fare sciacquando la testa della sonda sotto l’acqua e asciugandola con garze assorbenti e alcool. La stessa dovrà poi essere smontata, ricoperta con garza e posta all’interno dei sacchetti di sterilizzazione e disinfettata a vapore a 134°C per 6 minuti, oppure a 121°C per 15 minuti.

Per il resto la strumentazione non richiede particolari manutenzioni, se non la calibratura della stessa una volta a settimana che necessita pochissimi minuti.